Esiti Invalsi e Curriculum dello studente: un errore – Analisi della discussione in corso

INVALSI è l’Istituto nazionale che valuta il sistema educativo di istruzione e formazione. Effettua rilevazioni nazionali sugli apprendimenti delle alunne e degli alunni attraverso la somministrazione di prove in italiano, matematica e inglese in coerenza con le Indicazioni Nazionali per il curricolo, le Linee guida, i Regolamenti e il Quadro comune di riferimento Europeo per le lingue.

Cosa fa l’Invalsi? E cosa sono le prove Invalsi

Le rilevazioni degli apprendimenti contribuiscono al processo di autovalutazione delle istituzioni scolastiche. Si tratta di una valutazione che mette a confronto pratiche didattiche ed educative di apprendimento e di insegnamento sia all’interno del singolo Istituto Scolastico sia fra Istituti Scolastici a livello territoriale locale e nazionale. Le prove Invalsi sono state introdotte con la finalità di misurare in modo standardizzato la ricaduta dell’intervento didattico sull’apprendimento delle alunne e degli alunni.

Le prove INVALSI misurano competenze fondamentali indispensabili per l’apprendimento scolastico e per la vita in generale. Queste competenze includono:

  1. Capacità di comprendere testi autentici: Le prove valutano la capacità degli studenti di comprendere testi scritti o brani da ascoltare, che sono importanti non solo per lo studio delle discipline esaminate ma anche per la vita in generale.
  2. Capacità di usare conoscenze matematiche per risolvere problemi: Le prove misurano la capacità di utilizzare le conoscenze matematiche per risolvere problemi reali o meno, che include competenze nella logica, interpretazione di grafici, lettura di fenomeni quantitativi, modellizzazione e utilizzo in diverse discipline scientifiche.
  3. Competenze linguistiche: Nella prova di italiano, vengono valutate competenze linguistiche come la capacità di comprendere un testo autentico, letterario o meno, e sette aspetti della competenza linguistica che includono la riflessione sul testo, valutazione dell’organizzazione logica e connessioni interne
  4. Competenze matematiche: La prova di matematica verifica le conoscenze più importanti, la capacità di risolvere problemi e argomentare in ambiti come probabilità e statistica, aritmetica o algebra, geometria e relazioni e funzioni

La proposta di includere gli esiti invalsi ne curriculum dello studente

Il governo Meloni, con l’art. 14 del decreto legge 19, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 marzo 2024, ha deciso di inserire gli esiti delle prove Invalsi nel curriculum dello studente e nel correlato allegato al diploma finale. Ciò ha generato e genera moltissimi dubbi e critiche, perché secondo alcuni ciò comporta un completo travisamento del senso stesso delle prove Invalsi.

Tra  gli studiosi che più si sono spesi contro il decreto legge troviamo Cristiano Corsini che con una petizione lanciata sui Change.org segnala come la scelta di inserire gli esiti nel curriculum (e quindi visibili da tutti coloro che avranno tra le mani questo documento) sia errata da tre punti di vista: scientifico, educativo, politico

Un corto circuito da chiarire, per il bene di tutti

Gli esiti delle prove sono finalizzati a fornire spunti per migliorare l’efficacia dell’azione didattica. Le prove Invalsi sono state spesso criticate. E ora sono tornate alla ribalta a fronte della norma che su proposta del ministro del Ministro Valditara ne inserisce gli esiti nel curriculum dello studente.

Prima di passare alla loro inclusione nel curriculum dello studente sarebbe infatti necessario approfondire e discutere alcuni aspetti tra i quali prioritariamente:

  1. il loro significato: restano oggetto di valutazione di sistema o passano ad essere valutazione del percorso di apprendimento dello studente?;
  2. la comunicazione delle prove Invalsi: è importante comunicare in modo semplice e trasparente il senso delle prove Invalsi e il loro impiego a livello didattico a tutti i soggetti coinvolti (corpo docente, famiglie, studenti, territorio);
  3. Inserimento delle prove Invalsi nel curricolo integrato d’Istituto;
  4. la progettazione didattica: le prove Invalsi rispettano la progettazione didattica che ogni team di insegnanti rivolge al proprio gruppo classe?
  5. Risorse dello studente attivate: le prove ad oggi attivano il ragionamento nello studente. Che cosa si può fare per gli studenti e le studentesse che attivano risorse quali la memoria, il problem solving, la riflessione, il pensiero critico…per affrontare le prove?  Come si possono conciliare le prove Invalsi con lo stile di apprendimento che ciascun studente ricerca nei suoi anni scolastici e gli insegnanti si impegnano a far scoprire ai propri studenti?;
  6. I criteri di valutazione delle prove: la coesistenza di tre culture valutative nel sistema scolastico (giudizi, voti e livelli) richiede chiarezza dove si collocano e quale peso possono assumere gli esiti ai fini della presentazione dello studente ad es. all’Università o al lavoro;
  7. confronto tra gli Anni di somministrazione delle Prove invalsi del II e del V anno della primaria; III anno della secondaria di I grado; II e V anno della secondaria di II grado e le Indicazioni Nazionali a cui le prove si ispirano che sono cosi organizzate: III e V anno della primaria; III anno della secondaria di I grado; primo biennio e secondo biennio e quinto anno nelle secondarie di II grado. A titolo esemplificativo, a seguito appunto di incongruenze, è capitato che le prove Invalsi somministrate al secondo anno della primaria contenessero quesiti riferiti al terzo anno dello stesso ordine di scuola. Nelle scuole secondarie di secondo grado alcuni percorsi possono terminare con il terzo anno e non ci sarebbe una prova Invalsi in corrispondenza.

Link

  1. https://www.invalsi.it/invalsi
  2. https://www.invalsiopen.it
  3. https://www.gazzettaufficiale.it/
  4. https://www.change.org/p/le-prove-invalsi-nel-curriculum-un-errore-scientifico-educativo-e-politico
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