I 5 pilastri per la salute mentale a scuola

Le scuole sono il luogo ideale per supportare la salute mentale e il benessere, ma resta ancora tanto resta da fare. Secondo un recente sondaggio su 38.000 studentesse e studenti, il 67,4% pensa che la scuola non si preoccupi della salute mentale degli alunni.  Come rafforzare i sistemi scolastici perché proteggano e promuovano il benessere psicosociale di bambini, bambine e adolescenti? L’Onu, insieme a Unicef, hanno individuati 5 pilastri, che vanno dall’inserire le competenze sociali ed emotive nei programmi, alla collaborazione fra scuole, famiglie e comunità.

Salute mentale, benessere e scuola

La salute mentale, secondo Keyes e Lopez (2009), non è semplicemente l’assenza di malattia o di infermità ma è definita come uno stato di benessere fisico, mentale e sociale. Applicata al contesto scolastico, la salute mentale è uno stato in cui lo studente e la studentessa sono in grado di riconoscere le proprie capacità, gestire i normali stressor della vita quotidiana, apprendere in modo efficace, costruire relazioni significative e contribuire attivamente alla comunità. 

Il benessere sociale ed emotivo si riferisce al modo in cui una persona pensa e si sente riguardo se stessa e le altre persone, al suo modo di adattarsi alle sfide quotidiane e di costruire una vita soddisfacente (Australian Institute of Health & Welfare, 2012).

L’UNICEF, l’OMS e l’UNESCO hanno pubblicato nel 2022 un rapporto destinato ai governi nazionali, ai responsabili delle politiche, alle coalitions per la salute mentale e l’educazione in cui sono delineate le principali politiche e raccomandazioni per rafforzare i sistemi educativi al fine di proteggere e promuovere la salute mentale e il benessere psicosociale di bambini, bambine e adolescenti. 

Una buona salute mentale e il benessere sono associati con un maggior impegno, una maggior frequenza e migliori risultati scolastici. Al contrario, uno stato di scarsa salute mentale e di scarso benessere è associato ad un rendimento scolastico inferiore, assenteismo, sospensioni, espulsioni e abbandono scolastico (UNICEF, 2022). 

Perchè le scuole sono il luogo ideale per supportare la salute mentale e il benessere

La maggior parte di bambini, bambine e adolescenti trascorre una grande quantità di tempo a scuola. Gli anni scolastici rappresentano un periodo di rapido sviluppo, durante il quale si fa esperienza di grandi cambiamenti fisici, sociale e psicologici e durante il quale il cervello, ancora in via di maturazione, è estremamente sensibile alle influenze ambientali (OMS, 2023). Sono infatti ormai decenni che le evidenze scientifiche hanno dimostrato che le esperienze negative vissute durante gli anni scolastici, come il bullismo, la violenza, la discriminazione, o l’eccessiva pressione per la performance, hanno un impatto negativo sulla salute mentale e alla manifestazione di sintomi di ansia e depressione (AlBuhairan et al., 2017; Cooper et al., 2022). Al contrario, le esperienze positive vissute a scuola, come ad esempio l’avere relazioni significative con coetanei e docenti, il senso di appartenenza alla scuola e l’impegno nell’apprendere, sono associate ad una salute mentale migliore. 

Le scuole rappresentano quindi un luogo ideale per promuovere la salute mentale e il benessere, aumentare la conoscenza di questi argomenti, sviluppare competenze sociali ed emotive dei giovani. Sono un ambiente privilegiato in cui alunni e alunne possono sviluppare un senso di comunità, di valorizzazione e di appartenenza all’interno di un contesto protetto, sicuro e inclusivo. Inoltre, insegnanti, personale scolastico ed educatori, se formati in modo esaustivo ed efficace, possono riconoscere i principali rischi e i primi sintomi di disagio emotivo e altre problematiche relative alla salute mentale. Infatti, è stato ampiamente dimostrato che l’uso di un approccio integrato a scuola aumenta la capacità di adattamento sociale, emotivo e comportamentale di studenti e studentesse. Sono queste le principali ragioni per cui le scuole dovrebbero investire e intraprendere percorsi che mirano alla promozione della salute mentale. 

Il documento dell’UNICEF (2022) intitolato “Five essential pillars for promoting and protecting mental health and psychological well-being in schools and learning environments” identifica cinque “pilastri essenziali” che rappresentano le componenti chiave dei programmi dedicati alla salute mentale e al benessere nelle scuole. 

Il primo pilastro 

Creare un ambiente di apprendimento favorevole alla salute mentale e il benessere è il primo dei pilastri. Ciò si realizza attraverso lo sviluppo e l’implementazione di politiche scolastiche che hanno lo scopo di promuovere la salute mentale e il supporto psicosociale e incentrate sui bisogni e sulle capacità di studenti e studentesse. Inoltre, è essenziale integrare, all’interno del curricolo scolastico, dei percorsi la sensibilizzazione e l’informazione consapevole in materia di salute mentale ed educazione socio-affettiva, dalla prima infanzia fino all’adolescenza. Un ambiente scolastico positivo, in cui studenti, studentesse e personale scolastico si sentono inclusi, supportati e valorizzati favorisce una “cultura” in cui l’argomento salute mentale non è stigmatizzato, ma anzi porti allo sviluppo di competenze sociali ed emotive. 

Un esempio dell’efficacia di un approccio alla salute mentale integrato a livello scolastico e dei suoi effetti positivi sull’apprendimento, la sicurezza e il benessere di studenti e studentesse è stato implementato in Giamaica. Il Paese, nonostante l’accesso all’istruzione pubblica, aveva una situazione allarmante riguardo la scarsa frequenza, l’assenteismo e il completamento degli studi, soprattutto tra i maschi. Inoltre, l’85% dei minori sotto i 15 anni è stato vittima di almeno una forma di violenza a casa, a scuola e/o nella comunità. In risposta a queste problematiche, il Ministero dell’Istruzione, della Gioventù e dell’Informazione (MEYI) ha deciso di implementare un progetto di prevenzione nelle scuole: lo School-Wide Positive Behaviour Intervention and Support (SWPBIS) Framework. L’UNICEF ha supportato il MEYI nel contestualizzare e ampliare lo SWPBIS in tutte le scuole di primo e secondo grado a partire dal 2014. L’obiettivo del progetto è migliorare le competenze sociali, emotive, comportamentali e accademiche di bambini e adolescenti attraverso una serie di interventi e pratiche che promuovono relazioni positive e rispettose tra coetanei e insegnanti. Lo SWPBIS opera su tre livelli: quello scolastico, che consiste nell’insegnamento di skills prosociali e comportamentali, per creare una cultura scolastica che rinforzi i comportamenti positivi. Il secondo livello agisce sugli studenti e studentesse  a rischio, viene fornito loro ulteriore supporto preparandoli ad affrontare le sfide quotidiane e incrementare il successo scolastico. L’ultimo livello consiste nel creare dei percorsi specifici per il singolo alunno/la singola alunna per cui i due livelli precedenti non sono stati sufficienti, comprende l’insegnamento di strategie comportamentali adattive, il garantire la sicurezza personale, aumentare le relazioni sociali positive, partecipare attivamente alla vita scolastica e fare rete tra scuola-comunità-famiglia. Nel 2019 lo SWPBIS è stato implementato quasi nel 30% delle scuole giamaicane con ottimi risultati sugli studenti: frequenza scolastica regolare, miglioramenti comportamentali e nel rendimento scolastico. 

Il secondo pilastro 

Il secondo pilastro prevede il garantire l’accesso a interventi tempestivi e servizi di supporto per la salute mentale. I servizi di salute mentale nelle scuole operano all’interno di un continuum di assistenza, offrendo diverse forme di supporto in base alle necessità degli studenti. A secondo del contesto specifico, questo può includere supporto psicosociale e per la salute mentale forniti da professionisti sanitari, formazione e supporto del personale scolastico, supporto di bambini, bambine e adolescenti con problemi di salute mentale e creazione di percorsi dedicati e mirati a migliorare il benessere ed evitare l’abbandono scolastico. Inoltre, può prevedere la creazione di protocolli definiti per guidare studenti, studentesse e insegnanti a segnalare la preoccupazione verso una persona della scuola e la diffusione di informazioni chiare sui servizi di salute mentale disponibili a livello locale. 

Le strategie del secondo pilastro sono state implementate in Ecuador a seguito del tragico terremoto del 2016. La salute mentale è un tema urgente nel Paese, secondo i  dati UNICEF l’autolesionismo è la seconda causa di morte più comune tra la fascia 10-19 anni. L’UNICEF e il Ministero dell’Educazione (MINEDUC) hanno potenziato il Dipartimento di Consulenza Studentesca (DECES) all’interno del sistema scolastico ecuadoregno. Il DECES è composto da un team multidisciplinare di professionisti con esperienza in psicologia, pedagogia, servizio sociale che sviluppa procedure e strategie per garantire che le scuole diventino ambienti sicuri e stimolanti in cui studenti e studentesse possano raggiungere il loro pieno potenziale. Il programma prevede il monitoraggio delle situazioni che possono influire negativamente sulla salute mentale sull’apprendimento (subire violenza, avere difficoltà comportamentali e/o di apprendimento), la creazione di strategie preventive per agire su studenti e studentesse a rischio e di protocolli per una risposta rapida in caso di situazioni gravi. In aggiunta, il DECES coordina e facilita la relazione scuola-famiglia e facilita l’accesso ad una rete di servizi completa e ben strutturata. Il progetto ha fatto sì che le esigenze psicosociale di bambini, bambine e adolescenti fossero affrontate rapidamente e più efficacemente durante la pandemia COVID-19, attraverso supporto telefonico, il DECES ha raggiunto e più di 82ॱ000 studenti e garantito il mantenimento di una buona salute mentale all’interno delle comunità scolastiche.

Il terzo pilastro

Il terzo pilastro si concentra sulla promozione del benessere del personale docente attraverso l’implementazione di policies e servizi volti a supportare la salute mentale di insegnanti, personale scolastico e tutte le persone coinvolte nella cura dei minori, inclusi i caregivers. Le strategie adottabili sono diverse e possono comprendere la definizione di protocolli chiari per la richiesta di aiuto, l’orientamento della persona verso professionisti sanitari in grado di assisterla e la garanzia di un equo accesso ai servizi di supporto. Inoltre, è essenziale mettere in pratica ogni azione che mira alla creazione di un ambiente di lavoro positivo e stimolante, partendo dal fornire gli strumenti e le risorse necessarie all’insegnamento, favorendo l’adesione ai sindacati, incentivando percorsi di tutoraggio tra docenti e sviluppando politiche scolastiche volte all’inclusione e alla partecipazione attiva. Infine, un’ultima azione fondamentale è il garantire che ci siano sufficienti professionisti qualificati nel contesto scolastico, in modo che la gestione di situazioni critiche non ricada esclusivamente sugli insegnanti. 

Il quarto pilastro

Potenziare le capacità “MHPSS” (Mental Health and Psychosocial Support) nel personale scolastico rappresenta il quarto pilastro delineato dal documento dell’UNICEF. Il termine MHPSS descrive qualsiasi intervento mirato a promuovere il benessere psicosociale e la salute mentale. Ogni programma per la salute mentale realizzato in un ambiente scolastico deve essere progettato e realizzato con l’impiego di un’equipe di professionisti, compresi insegnanti, dirigenti scolastici, psicologi, assistenti sociali, operatori sanitari, che lavorano insieme con i minori, le famiglie e la comunità. È essenziale che ogni persona coinvolta nell’ambiente scolastico riceva la giusta formazione per sviluppare le capacità necessarie per affrontare le situazioni che si possono presentare. 

L’implementazione di un progetto di supporto per la salute mentale e psicosociale (MHPSS) a scuola e la sua efficacia è stata sperimentata in Mozambico, dove la necessità è diventata evidente a seguito della pandemia COVID-19 e una serie di disastri naturali. Il Ministero dell’Istruzione e dello Sviluppo Umano (MINEDH), in collaborazione l’UNICEF, Save the Children, Right to Play e l’UNESCO, ha creato un programma per affrontare la tragica situazione. In particolare, l’obiettivo principale era di promuovere la salute mentale e il benessere psicosociale di studente e studentesse anche attraverso corsi di formazione specifici e mirati su questi temi per il personale scolastico. Inoltre, è stato realizzato un manuale che contiene delle linee guida pratiche sugli approcci pedagogici per supportare il benessere di ragazze e ragazzi, sulle strategie per identificare le persone che hanno necessità di ricevere un supporto psicologico e sui servizi di supporto disponibili e a cui potersi rivolgere. I risultati sono stati significativi: più di 40ॱ000 minori hanno ricevuto il supporto psicosociale di cui avevano bisogno e attualmente l’UNICEF sta allargando il bacino di insegnanti, puntando a formarne altri 83ॱ000 in ambito MHPSS. 

Il quinto pilastro

L’ultimo pilastro individuato dalle agenzie dell’ONU consiste nell’assicurare una collaborazione significativa tra la scuola, la famiglia e la comunità per costruire un ambiente di apprendimento sicuro e stimolante che crei un senso di appartenenza in ogni studente e studentessa. Questa strategia evidenzia la necessità di avere una comunicazione aperta e costante tra minori, famiglie e personale scolastico in modo da, prima, comprendere i punti di forza e i bisogni e, poi, strutturare strategie di supporto complementari tra casa e scuola. Il coinvolgimento attivo di studenti e famiglie è un punto chiave essenziale, perché li rende protagonisti della cura del proprio benessere, valorizza i loro punti di vista, la creazione di relazioni positive e durature con la scuola che permettono di avere fiducia gli uni negli altri di collaborare e la crescita di un senso di appartenenza verso la comunità scolastica.
A partire dal 2017, il Ministero dell’Istruzione (MoE) del Nicaragua ha prioritizzato, all’interno del Piano Strategico Nazionale, il migliorare la qualità dell’insegnamento e il supportare lo sviluppo dei minori attraverso un approccio human-centered, in cui il benessere di ogni persona coinvolta nella vita di bambini e bambine è necessaria per la loro crescita. Questo approccio è stato integrato con lo School Community Counseling Programme (SCCP), un intervento lanciato nel 2015 e volto a promuovere la salute mentale negli ambienti scolastici. Il SCCP si basa su quattro strategie fondamentali: la partecipazione di bambini, bambine, adolescenti e le loro famiglie, la promozione di valori positivi nella scuola, il rinforzare le competenze della comunità scolastica e l’incremento del supporto socio-emotivo. Il programma è gestito da un team tecnico a livello nazionale che si occupa di coordinare e monitorare l’andamento e i progressi in circa 9105 scuole pubbliche. Inoltre, dal 2020, in risposta alla pandemia COVID-19, l’UNICEF ha sostenuto il lancio di un nuovo intervento chiamato “I feel good expressing myself”, che consiste nella distribuzione di kit contenenti materiale artistico e ludico e di materiali per la formazione docenti. Il progetto ha raggiunto 73ॱ000 bambine, bambini e adolescenti e oltre 60ॱ000 linee guida e manuali sono stati sviluppati e distribuiti al personale insegnante per la formazione sul supporto socio-emotivo e sul benessere dei minori, fornendo strumenti pratici per adattare i curricula scolastici e supportare chi ne ha più bisogno.

Bibliografia

  • AlBuhairan, F., Abou Abbas, O., El Sayed, D., Badri, M., Alshahri, S., & De Vries, N. (2017). The relationship of bullying and physical violence to mental health and academic performance: A cross-sectional study among adolescents in Kingdom of Saudi Arabia. International journal of pediatrics and adolescent medicine, 4(2), 61-65.
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  • Australian Institute of Health and Welfare. (2012). Social and emotional wellbeing: Development of a Children’s Headline Indicator. Cat. no. PHE 158. Canberra: AIHW.
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  • Cooper, S. M., Burnett, M., Golden, A., Butler‐Barnes, S., & Inniss‐Thompson, M. (2022). School discrimination, discipline inequities, and adjustment among Black adolescent girls and boys: An intersectionality‐informed approach. Journal of Research on Adolescence, 32(1), 170-190.
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  • Keyes, C. L. M. & Lopez, S. J. (2009). Toward a science of mental health. In C. R. Snyder & S. J. Lopez (Eds.), Oxford Handbook of Positive Psychology (pp. 45-59). Oxford University Press.
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    doi.org]
  • UNICEF, WHO, UNESCO. (2022). Promoting and protecting mental health in schools and learning environments.
    [
    unicef.org]
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