“Insaziabile”: dai banchi di scuola al cinema per raccontare la fame di futuro

Intervista a Michelle Mazzotti, di Enrico Gotti

Un film nato tra i banchi di scuola, con le idee e le emozioni di chi a scuola ci vive ogni giorno. “Insaziabile” è il cortometraggio scritto, diretto e interpretato da ragazze e ragazzi di cinque scuole superiori di Parma: l’Istituto tecnico economico Bodoni, il Liceo Artistico Paolo Toschi, il Liceo Scientifico Giacomo Ulivi, l’Ipsia Primo Levi e il Liceo delle Scienze Umane Albertina Sanvitale. Esplora argomenti quali la salute mentale, i pregiudizi e le relazioni tossiche, temi scelti e sviluppati durante i laboratori dagli stessi studenti.

Alla regia, insieme a loro, c’è la mano esperta di Fabio Mollo, autore di lungometraggi quali “Il sud è niente”, “Il padre d’Italia” e di diverse serie televisive. Il progetto fa parte della sesta edizione di Respira con il cuore, promosso da LED (Laboratorio Energieducative Didattiche del Comune di Parma), sostenuto da Gruppo Chiesi e Camst Group, con il coordinamento pedagogico di Casco Learning e la produzione di Together Srl – Unsocials.

Michelle Mazzotti, psicologa e formatrice di Casco Learning, che ha coordinato i laboratori con gli studenti,  ci porta dietro le quinte di un’esperienza che unisce educazione e arte, trasformando la scuola in set cinematografico.

Come nasce “Insaziabile” e il progetto “Respira con il cuore”?

«Respira con il cuore è un progetto educativo che è cresciuto negli anni: è nato come iniziativa di prevenzione al tabagismo, e dopo il Covid ha ampliato lo sguardo, dando ai giovani la possibilità di esprimersi liberamente su temi che li toccano da vicino: il benessere, l’ambiente, il futuro.
Negli anni i formati sono stati molto diversi: il primo anno un TED talk, poi fumetti, brani rap, e per due cortometraggi, “Bolle di Sapone” e, quest’anno, “Insaziabile”. 
Il percorso è stato accompagnato dai laboratori di ascolto condotti da Casco Learning. In questi spazi i ragazzi hanno potuto raccontare ciò che per loro è più importante, esporsi senza paura, mettere nero su bianco idee ed emozioni. Tutto questo materiale è diventato la base viva della sceneggiatura.» 

Quali sono i temi che i giovani hanno più bisogno di raccontare?

«Dalle classi sono emerse tre macrotematiche: salute mentale, relazioni tossiche e pregiudizi — soprattutto da parte degli adulti verso i giovani. Poi ogni gruppo ha scritto una storia, che abbiamo cucito insieme con Fabio Mollo per creare una trama unica. Alcuni personaggi si sono fusi, ma tutto è frutto del lavoro dei ragazzi, dal soggetto alle interpretazioni.»

Chi ha partecipato concretamente alla realizzazione?

«Hanno partecipato studenti dai 14 ai 17 anni. Le classi seconde hanno lavorato alla sceneggiatura, delle riprese e hanno recitato. Tutti hanno dedicato tempo extra-scolastico: una settimana intera di riprese, mattina e pomeriggio, ospitati dall’Istituto tecnico Bodoni. C’è stato un casting, con due giornate di lezione di recitazione, poi le riprese vere e proprie. Fabio Mollo è stato fondamentale per dare coerenza narrativa, e il film è opera dei ragazzi al 100%.»

Quali sono i pregiudizi che i giovani si sentono addosso di più?

«Quelli “storici”, tipo “stanno sempre davanti al telefono” o “non hanno voglia di impegnarsi”, ma anche pregiudizi legati al contesto socio-culturale e alle origini. È un tema che torna spesso nei nostri laboratori, insieme all’ansia: ansia da prestazione, da aspettative genitoriali, scolastiche o sportive.»

Perché oggi si parla tanto di ansia?

«Forse perché questa generazione verbalizza molto di più. Noi adulti l’avevamo, ma non la nominavamo.  Oggi invece la dichiarano apertamente: ansia per le aspettative, ansia per le relazioni, ansia per il futuro. È un segno di consapevolezza, ma serve che gli adulti li ascoltino davvero, senza ricadere nei soliti pregiudizi.»

Che reazione hanno avuto gli studenti dopo la proiezione?

«Molti hanno detto una cosa bellissima: “Si vede che è fatto da ragazzi e non da adulti che vogliono parlare di noi”.  Per me significa che siamo riusciti a mantenere autenticità. Loro si sono riconosciuti nella storia, e questo è il miglior risultato possibile.»

Che visione hanno i giovani del loro futuro?

«Tra i ragazzi noto due tendenze. Da un lato c’è chi ha già un’idea molto concreta del proprio futuro: un mestiere preciso, il desiderio di una famiglia, obiettivi ben definiti. Dall’altro ci sono quelli che non hanno aspettative rigide: magari coltivano un sogno, sanno cosa piacerebbe loro fare, ma sono consapevoli che non è detto che riusciranno a realizzarlo. La cosa interessante è che non ne parlano con angoscia, anzi: dicono “mi piacerebbe fare questo, vedremo se ci riuscirò” e lo fanno con apertura. Sorprendentemente, anche chi non ha un piano definito ne parla in modo positivo, come di un’occasione da esplorare”»

“Insaziabile” è stato proiettato in anteprima il 19 maggio 2025 al Cinema Astra di Parma, è appena cominciato il suo percorso, e sarà presto diffuso su più schermi, come accaduto per “Bolle di sapone” lo scorso anno.
Il futuro inizia da chi ha il coraggio di raccontarlo. E questi ragazzi, a giudicare dal loro film, non hanno certo paura di farlo.

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