Stefano Manici

Docente di storia e filosofia. pedagogista, formatore per CASCO, esperto di strategie didattiche. Progettista nell’ambito del Terzo Settore, fondatore di diverse esperienze pedagogiche (centri di aggregazione giovanile, radioweb, laboratori di fabbricazione digitale.

Coordinatore del Liceo Steam International Olivetti di Parma.

Autore del libro “Adole-scemi? Manuale di r-esistenza per ragazze e ragazzi”, Erickson, Trento, 2020

L'accoltellamento a scuola di "Aba" Youssef riapre il tema della sicurezza, ma ridurre la risposta ai soli metal detector significa non affrontare le cause profonde. La vera prevenzione passa da educazione affettiva, accesso alla bellezza e politiche capaci di rigenerare legami invece di limitarsi a punire.
Il vero problema educativo contemporaneo non è la repressione del desiderio — come accadeva in passato — ma la sua saturazione. Ai ragazzi non viene detto “non desiderare”, ma “desidera tutto, subito”. La società dei consumi trasforma il desiderio in bisogno, e poi offre merci per soddisfarlo. E se invece immaginassimo un'educazione diversa, dove il desiderio torna ad essere un atto di libertà?
Tra slogan ideologici e paure strumentalizzate, il dibattito politico sulla famiglia nel bosco finisce per oscurare ciò che conta davvero: il punto di vista dei bambini e i loro diritti. Educare non significa né abbandonare né addestrare, ma accompagnare: offrire strumenti, possibilità e cura,
I compiti a casa — quelli che molti di noi hanno conosciuto, odiato, amato o sopportato — non esistono più come una volta. L’irruzione dell’AI li ha trasformati. Il problema non è abolirli o difenderli, ma ripensarli, come spazi di metodo, accompagnamento e crescita autentica.
Oltre l’accoglienza: per un’educazione interculturale reale, che non si fa con i moduli di accoglienza o le giornate tematiche: si fa, ogni giorno, nelle parole, nelle aule, nelle leggi.
L'Atlante dell’Infanzia 2025 di Save The Children racconta la condizione degli adolescenti in Italia, tra solitudine digitale, disuguaglianze e nuove responsabilità educative
Nel nostro Paese, parlare di educazione sessuale e affettiva a scuola continua a far paura, ma numerosi studi ed esperienze mostrano come possa avere un impatto positivo enorme.
Cinquanta anni dopo la morte di Pier Paolo Pasolini, il suo sguardo sui “ragazzi di vita” continua a bruciare di attualità, aiuta a capire la rabbia e la tristezza muta dei nostri giovani, interroga adulti, cittadini e educatori
Ragazzi di vita – Spazi dell’educare, sguardi per riflettere sul mondo giovanile, pensieri e pratiche per “stare” con i ragazzi oggi.
N. 7 – Come educare i giovani al pensiero critico nell’epoca dello scroll