Bambini “artigiani di pace”: la marcia di Pellegrino Parmense

Intervista alla docente Sara Ferrari e al coordinatore della Rete Nazionale Scuole di Pace Aluisi Tosolini

Un corteo colorato e festoso, capitanato da bambini e bambine, ha attraversato il borgo montano di Pellegrino Parmense lo scorso venerdì 30 maggio. Una marcia per la pace, un gesto concreto per dimostrare che un futuro di fraternità non solo è possibile, ma si costruisce fin da piccoli.

Gli alunni di quattro istituti comprensivi – Istituto Comprensivo Val Ceno di Bardi, Istituto Comprensivo “Ettore Guatelli” di Collecchio, Istituto Comprensivo Medesano e Direzione Didattica “Ilaria Alpi” di Fidenza – hanno camminato insieme ai loro insegnanti dal centro del paese fino al Santuario di Careno.

L’evento, voluto dal Comune di Pellegrino Parmense e organizzato in collaborazione con la Rete Nazionale delle Scuole di Pace, la Fondazione PerugiAssisi e il Centro Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova, ha inaugurato tre giornate di studio in preparazione della celebre Marcia PerugiAssisi. La scelta del luogo non è casuale: Pellegrino è il paese natale di Antonio Papisca, pioniere degli studi sui diritti umani e instancabile animatore di iniziative di pace.

Ma come si insegna un concetto così grande come la pace ai più piccoli? Ne abbiamo parlato con Sara Ferrari, docente dell’Istituto Comprensivo Guatelli di Collecchio, che ha partecipato alla marcia e da anni collabora con la Rete delle scuole di pace.

I più giovani possono essere costruttori di pace? Come?

I giovani sono costruttori di pace, deve solo esser data loro la possibilità di fermarsi, riflettere, proporre e agire. Fermarsi e uscire dalla logica del “programma” scolastico, partendo da piccoli esercizi di Pace e di Cura (preziosi possono essere i quaderni ideati da Flavio Lotti e collaboratori), esercizi indispensabili per allenarsi a riflettere sulla realtà concreta che ci circonda, dal mondo/scuola alla famiglia e al territorio. Chi non è abituato a lavorare sulla Pace crede che si facciano  (solo) alti discorsi sulla Pace nel mondo e la fine della guerra, ma, come hanno detto venerdì alcuni ragazzi “la pace non è assenza di guerra”, la pace è fare azioni di cura nei confronti degli altri, dei compagni, delle persone che vivono i tuoi luoghi per poi allontanarsi dal consueto, dal vicino, dal conosciuto.

Come fare per educare alla pace i propri figli, i propri studenti, ci sono pratiche che si possono utilizzare a scuola o a casa?

Sono molte e di diverso grado di impegno le attività da proporre o, ancor meglio, da far emergere dalle loro riflessioni autentiche, a volte scomode a volte sorprendenti. Le esperienze più significative sono quelle che vedono bambine e bambini protagonisti. Qui a Pellegrino Parmense ogni classe ha potuto condividere poesie, alcune spiegate, altre illustrate, altre originali. Qualcuno ha condiviso canti a tema o creati dalle classi. Altri hanno sfoggiato magliette fatte per l’occasione. Ma, ma non è l’oggetto, la canzone o il disegno l’importante! È il percorso di riflessione, di condivisione e di creazione che ci mette in connessione l’uno con gli altri. 

I miei ragazzi hanno voluto creare magliette pitturandosi le mani e imprimendo le impronte sulle magliette degli altri, un abbraccio da esibire con orgoglio: ma quanta fatica a “reggere” l’abbraccio di un compagno, e chi abbracciate? Come? Prove di imbarazzo. Questo per sentirsi gruppo e per fare da coreografia intanto che cinque compagni avrebbero letto la poesia costruita coralmente “Abbracci imperfetti”. 

Che esperienza è stata per i bambini a Pellegrino Parmense, che lavoro hanno fatto a scuola e come si è svolta la marcia?

La pace è faticosa e una marcia è l’esperienza che fa provare quella fatica. Tra Pellegrino e Careno sotto il sole e a tratti in salita, il corteo procedeva prima cantando e poi incitandosi a vicenda, felici di camminare assieme, di fare festa.

Questa occasione è stata preziosa, l’impegno dei sindaci, a partire da quello di Pellegrino Alberto Canepari che l’ha fortemente voluta, ai dirigenti, ma soprattutto alle docenti e docenti che hanno aderito nonostante piccoli ostacoli, stanchezza di fine anno. È stata preziosa perché ha messo alla prova i più piccoli, spesso esclusi da esperienze di marce della pace, un evento tutto per loro, che ne ha visti coinvolti oltre 300.

All’accoglienza Flavio Lotti delle Scuole di Pace ha intervistato gli allievi e le allieve, sono seguiti i discorsi dei sindaci e di Flavio e i miei ringraziamenti alle colleghe e colleghi presenti, poi i più piccoli delle scuole dell’infanzia ci hanno dato la carica con due canti.

Lentamente il corteo  con alla testa il bandierone portato dai più grandi, ha raggiunto il Santuario di Careno dove è stata offerta una merenda e poi ogni classe ha esposto il proprio lavoro finale: riflessioni, canzoni, discorsi sulla Costituzione, poesie…un buon momento di condivisione.

Sarà che qui in collina c’è un’altra aria, sarà che stavamo bene, ma sembra più facile pensare che semini di pace come quelli piantati da loro grazie a questa iniziativa, possano attecchire e dare vita a sempre più esperienze di pace diffusa.

Guarda la fotogallery della marcia della pace sul sito del Centro diritti umani “Antonio Papisca” dell’università di Padova

 Il 30 maggio, dopo la marcia, ha preso il via il Laboratorio “Il futuro di noi tutti”, con riflessioni e dibattiti. Sono intervenuti: Alberto Canepari, Sindaco di Pellegrino Parmense; Flavio Lotti, Presidente della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace; Marco Mascia, Presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”, Università di Padova; Guido Barbera, Presidente CIPSI; Aluisi Tosolini e Randa Harb, Rete Nazionale delle Scuole di Pace; Amelia Rossi e Franco Modestini, Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace e i Giovani Costruttori e Costruttrici di Pace. Al centro temi urgenti come lo sterminio in atto a Gaza, la guerra in Ucraina, la crisi del multilateralismo e del diritto internazionale e la sfida dell’intelligenza artificiale.

L’iniziativa si inserisce nel solco di un impegno più vasto. La Rete Nazionale delle Scuole di Pace, che riunisce oltre 700 istituti in Italia, lavora dal 1995 per dimostrare che la pace si può insegnare e imparare. Un impegno che ha portato migliaia di studenti a incontrare Papa Francesco il 19 aprile 2024. Aluisi Tosolini, Coordinatore della Rete nazionale, racconta così quella esperienza:

Era la terza volta in pochi anni che le scuole di pace incontravano il Papa. Questa volta, però, la novità stava nel fatto che era stato il Papa a invitarci ! Sentiva la necessità di chiedere ai ragazzi e alle ragazze, ai bambini e ai giovani di impegnarsi ad essere artigiani di pace. Per me, che con Flavio Lotti e Fabiana Cruciani guidavo quell’enorme assemblea di oltre 5000 persone, è stato commovente vedere l’entusiasmo e la carica vitale dei ragazzi e delle ragazze congiungersi con la stanchezza, la vecchiaia, la fatica e nel contempo l’indomabile anelito di pace di Francesco. Il messaggio da portare avanti lo ha riassunto bene il suo successore, Papa Leone XIV, che nel primo messaggio dopo l’elezione ha ribadito la centralità dell’impegno per la pace definita “disarmata e disarmante”. Una bellissima definizione che nel contempo è anche un programma, un percorso, la via da seguire.

Quali sono le prossime tappe della Rete nazionale scuole di pace?

Siamo concentrati al massimo sull’appuntamento della marcia PerugiAssisi del 12 ottobre 2025 dove saranno tantissime le scuole e gli studenti e le studentesse che si metteranno in cammino per testimoniare il proprio impegno per la pace.

Al centro del prossimo anno scolastico avremo invece 6 snodi su cui inizieremo a confrontarci già da giugno, e poi a fine agosto,  con tutti i docenti delle scuole di pace:

  1. la prosecuzione del programma di educazione civica “Immagina” per la formazione di giovani costruttori e costruttrici di pace;
  2. lo sviluppo del programma di educazione civica “Pace, fraternità e dialogo. Sui passi di Francesco” in occasione della celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi;
  3. l’organizzazione del “Giro d’Italia per la Pace”;
  4. il confronto con i continui sviluppi dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali;
  5. l’impegno per l’attuazione dell’Agenda 2030;
  6. il confronto con le Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell’Infanzia e per il primo ciclo.

Tutte le informazioni sulle iniziative, i progetti e i materiali della Rete nazionale scuole di Pace sono disponibili a questo indirizzo: https://www.lamiascuolaperlapace.it/

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