Educare oltre gli stereotipi: la “guida emotiva” in famiglia

Per lungo tempo si è creduto che la capacità di “leggere” le emozioni dei figli fosse un istinto esclusivamente materno. Oggi, le neuroscienze e la biologia evoluzionistica ci raccontano una storia diversa: la sintonizzazione emotiva è una competenza universale che dipende dalla pratica, non dal genere.

Su questo tema, mercoledì 25 febbraio, dalle 17:30 alle 19:30, si terrà un incontro del Progetto GenderNet organizzato da Casco Learning in collaborazione con LED- Comune di Parma e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, dal titolo “La Guida Emotiva: oltre gli stereotipi di genere”. Un appuntamento online e gratuito, rivolto a genitori, docenti ed educatori.

Il cervello come mosaico

Dimentichiamo l’idea che esistano due categorie distinte di cervelli, “maschile” e “femminile”. La neuroscienziata Daphna Joel, analizzando oltre 5.500 risonanze magnetiche, ha dimostrato che ogni cervello è una combinazione unica di caratteristiche, un vero e proprio mosaico irripetibile. Il cervello è ciò che fa: si modifica in risposta all’esperienza. Questo significa che le reti neurali della cura sono “circuiti latenti” in tutti gli esseri umani; se un padre si prende cura del figlio, il suo cervello si adatta biologicamente a questo compito.

La biologia della paternità

Non è solo una questione di psicologia, ma di chimica. Quando un padre trascorre tempo a stretto contatto con il proprio bambino, la sua “architettura neuroendocrina” reagisce. In particolare, si osserva l’aumento di ossitocina e prolattina: questi ormoni, fondamentali per il legame e l’accudimento, crescono significativamente nell’uomo coinvolto nella cura, inoltre vi è il calo del testosterone: i livelli di testosterone diminuiscono per favorire la cura e ridurre l’aggressività.

Il ruolo modella la mente

Uno studio rivoluzionario di Ruth Feldman ha dimostrato che l’attivazione cerebrale dipende dal ruolo, non dal sesso biologico.

La presenza di un padre emotivamente sintonizzato offre benefici unici. Se le madri spesso regolano le emozioni tramite il conforto, i padri tendono a farlo tramite il gioco fisico ad alta intensità (rough-and-tumble play). Questo tipo di gioco insegna al bambino a gestire i picchi di eccitazione e a “frenare” l’emozione, una competenza sociale fondamentale.

Un padre presente è un “fattore scudo”: favorisce un migliore rendimento scolastico, maggiore autocontrollo e protegge dai comportamenti a rischio in adolescenza.

Ogni genitore può diventare una guida emotiva efficace seguendo diverse fasi che vanno dalla consapevolezza al porre limiti, passando per l’ascolto e l’indagine emotiva. 

In conclusione, non serve essere perfetti.  L’obiettivo non è l’infallibilità, ma la presenza.

Per approfondimenti:


Rippon, G. (2020). Cervello di genere. Chi ha inventato la differenza tra maschi e femmine? Edizioni Dedalo.

Gottman, J. M. (2015). I segreti dell’intelligenza emotiva per un figlio. Raffaello Cortina Editore.

Pellai, A. (2023). L’educazione emotiva dei maschi. Mondadori.

Blaffer Hrdy S. (2024), Il tempo dei padri. L’istinto maschile nella cura dei figli. Bollati Boringhieri

Per iscrizioni e informazioni sull’incontro del 25 marzo è possibile contattare Casco Learning: info@cascolearning.it – 0521 885900.

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