A scuola di legalità, una lezione per il futuro

Diario dell’iniziativa “Traiettorie di Legalità” organizzata dalla Consulta Provinciale degli Studenti di Parma, che si è svolta sabato 12 aprile 2025, al Teatro al Parco di Parma.

Sabato 12 aprile ho avuto il privilegio di partecipare a un’iniziativa straordinaria organizzata dalla Consulta Giovanile, che desidero ringraziare pubblicamente per la cura, l’attenzione e la passione con cui ha dato vita a un momento intenso, carico di significato e di futuro.

È difficile restituire a parole l’atmosfera che si è creata: un incontro in cui benessere, legalità e partecipazione non sono stati solo temi da affrontare, ma esperienze da vivere insieme, attraverso le parole, i corpi, le emozioni. I veri protagonisti sono stati i giovani, con il loro entusiasmo contagioso, la loro sete di confronto, la loro capacità di interpellarci adulti, di spingerci a dire la nostra, a non restare in silenzio su ciò che conta davvero.

Nel corso della giornata, si sono susseguiti interventi che hanno saputo toccare corde profonde. Il sindaco Michelle Guerra ha centrato l’attenzione sul tema della sicurezza delle nostre strade e delle nostre piazze che riguarda tutti e che deve essere trattato in modo trasversale senza divisioni politiche, perché tocca tutti e necessita di un grande supporto. Il provveditore scolastico Andrea Grossi ha rimarcato il ruolo della scuola nel processo di attivazione e responsabilizzazione delle giovani generazioni.

Il Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Ida Teresi ha raccontato la sua esperienza di magistrata, sottolineando le responsabilità adulte nella diffusione di una cultura dell’illegalità. La direttrice del carcere minorile di Bologna la dottoressa Gabriella Tomai, ha pronunciato parole che restano scolpite nella mente: “Se ci sono dei ragazzi in carcere, abbiamo sbagliato tutti”. Ha poi lanciato una riflessione importante sulla scuola, che non può più essere solo luogo di trasmissione frontale del sapere, ma deve trasformare i docenti in facilitatori di senso, capaci di accompagnare i ragazzi nella complessità del mondo.

Il prefetto, Antonio Garufi, con lucidità istituzionale, ha riportato l’attenzione sul valore della responsabilità, mentre il rapper Dank ha infiammato il pubblico con un intervento vibrante in rime sui diritti per tutti, sull’importanza di vivere la città come spazio da abitare attivamente, lanciando un monito chiaro: “Non lasciamo vuote le panchine”.

A emozionare profondamente è stato anche l’attore Alessandro Gallo che ha portato in scena un monologo intenso sulla camorra, ricordandoci quanto il teatro possa essere uno strumento potente nelle mani della scuola, capace di generare consapevolezza e cambiamento. In dialogo con questi stimoli, la psicologa Laura Castaldini ha invitato a rallentare, a dare spazio al ritmo lento, alla cura dell’ascolto e all’analisi delle emozioni, spesso trascurate nei contesti educativi. E poi, un momento toccante: il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri Andrea Pagliaro ha raccontato la sua esperienza al molo di Trapani, davanti agli sbarchi dei migranti, un’immagine che ci ha ricordato che l’umanità non può e non deve mai essere dimenticata.

Nel mio intervento, come pedagogista, ho provato ad attivare un debate collettivo per interrogare insieme il significato profondo della parola legalità, cercando di riportarla a una dimensione vissuta, concreta, “sulla pelle”. Abbiamo immaginato una scuola fluida, senza voti, senza campanelle, senza gabbie disciplinari: una scuola costruita attorno alle competenze trasversali, dove i ragazzi possano essere attivi protagonisti, e non semplici destinatari. Al termine ho incontrato diversi studenti che hanno ringraziato per la qualità degli interventi proposti, sottolineando l’importanza di proseguire nell’approfondimento delle tematiche legate alla legalità e al benessere.

Questo incontro è stato molto più di un evento. È stato un appello al futuro, un richiamo forte a non lasciare sole le nuove generazioni, ma ad accompagnarle con ascolto, responsabilità e visione. Perché se è vero che i giovani ci chiedono di esserci, allora è tempo di rispondere. Con gesti, parole e scelte coerenti.

E soprattutto, è tempo di riconoscere che non può esistere vera legalità senza diritti garantiti ai giovani. Il rispetto delle regole non è mai disgiunto dalla possibilità concreta di avere accesso all’educazione, alla cultura, al lavoro, alla libertà di esprimersi e di costruire futuro. Dove mancano i diritti, la legalità diventa solo una facciata, una parola vuota. Ma se ai giovani vengono offerti strumenti, ascolto, fiducia e opportunità, allora sì, la legalità può diventare una scelta condivisa, un valore vivo, una promessa mantenuta.

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